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Vitamine di Management

Donare Energia e una Riflessione sull'Agire

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"L'Inizio è la Metà del Tutto": così Aristotele anticipa e focalizza il Total Quality Management.

I padri "recenti" della Qualità Totale, J.M.Juran e W.E.Deming, lo certificano: "la Qualità deve essere perseguita a partire dallo stadio di Progettazione ... dopo può essere tardi."(Deming); "Tutti i processi hanno una Capacità di fornire una Prestazione." (Juran)

E` proprio la Definizione della Capacità di Processo, alias l'Inizio, che fa e farà la differenza, non la "Prestazione di Processo" su cui invece si concentra un Management nei fatti inefficiente e spesso inefficace sulle Priorità.

Il "Mentore" P.F.Drucker fotografa l'incipit di Aristotele con: "La Prima Cosa Per Prima": un modus di Essere Efficaci e di Fare Impresa Efficace, "I Dirigenti Efficaci fanno Le Prime Cose Per Prime".

La sintesi dell'illuminazione di Aristotele è quindi: "L'Inizio è la <Meta> del Tutto"

La Soluzione al Miglior Inizio poi la suggerisce sempre Drucker: "Il fatto più importante <per l'inizio> non è l'analisi intelligente ma il Coraggio"

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"Tieni l'occhio fisso sulla via della cima...": così l'alpinista Daumal focalizza L'Arte di concretizzare la Strategia.

Come per P.F. Drucker - Management é Arte - per Daumal "... l' Alpinismo è ...  Arte, arte di un sapere in un'azione”: l'azione del primo passo.

• L' Ultimo Passo è il raggiungimento della Strategia, l'obiettivo realizzato.

• Il Primo Passo è la definizione dell'obiettivo stesso e quindi delle attività per raggiungerlo: i prossimi passi.

Henry Mintzberg sintetizza tutto questo nelle tre parole #LaStrategia Emergente: "La Strategia non è la conseguenza della pianificazione, ma l'opposto: è il Punto di Partenza". La definizione dell'obiettivo è Strategia.

Il tutto, secondo anche Daumal, focalizzato -attraverso le difficoltà- sull' "Altezza" del fare impresa: Per Aspera ad Astra.

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Peter Drucker crea un nuovo e attualissimo paradigma per il Management e per i Manager tesi oltre l'Eccellenza: 
L' Arte del Fare Management e, per chi si eleva nella terza dimensione -l'Altezza-, l'arte del fare Bellezza Organizzativa, Magister Adriano Olivetti. 

Ars perché è nella missione del Management il fare pratico, l'essere concentrato sull'Efficacia e sui Risultati.

Liberale perché il Management Efficace si occupa dei fondamenti della Conoscenza, della Conoscenza di Sé, della Saggezza e della Leadership. 

I Manager possono attingere a tutte le conoscenze e intuizioni, ma solo il Management e i Manager volti all' Eccellenza attingono "... a tutte le conoscenze e intuizioni delle Scienze Umane e Sociali, su psicologia e filosofia, economia e storia, scienze fisiche..." - Peter Drucker - e le focalizzano quindi poi sui Risultati. 
Nel far ciò, il Management Arte Liberale concentra queste conoscenze sull'efficacia e sui risultati oltre il sé, oltre l'impresa: concentra i risultati sulla e per la società civile e il Profitto per la propria impresa è conseguenza: strumento, non fine.
Pochi ci sono riusciti e ci riescono: "Se lo fa un uomo, può farlo anche un altro uomo" - Board Effetto Medici.

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Partecipare e Sviluppare un’impresa richiede condivisione delle finalità e dei principi che ne ispirano l’attività.
Per questo ogni realtà strutturata e dotata di idonea cultura d’impresa persegue l’obiettivo di rendere coesi management e collaboratori con, sì, procedure ma anche visione comune, adesione: a poco servono "L' Autorità" (la legalità direbbe Kant) senza "L'Autorevolezza" (la moralità, direbbe Kant).
Chester Barnard - padre della Strategia Cooperativa d'impresa - fin dal 1909 in AT&T interpreta in azienda ed educa in prima persona: "...Le organizzazioni dipendono in grande misura da Codici Morali...la caratteristica decisiva del Management Capace è Creare Codici Morali per gli Altri".
Non dovremmo mai, mai, abbandonare questa Speranza.
Sentirsi artefici del proprio Destino è sempre stata un’aspirazione dell’uomo. Fortuna Fortes Adiuvat; Quisque Faber Fortunae Suae, dicevano i Romani per significare come contasse più la volontà e l’azione che l’intervento della sorte.
Peter Drucker, "founder" sin dagli anni '50 del Management By Objectives in Azienda, illumina tale concretezza: "I Mercati non vengono creati da Dio, dalla natura, o dalle forze economiche ma dall'Imprenditore. È l'Azione dell'Impresa a Creare il Cliente".
Completa e focalizza poi con pragmatismo la Prima Area Obiettivo di ogni impresa: "...ogni impresa deve, in primis, Crearsi una Clientela". Dopo, indica, la seconda area è "l' Innovazione".

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Anche Eraclito - filosofo del V secolo a.C. - ha trattato il tema dell’Eccellenza e quindi dell’inefficienza del processo cognitivo dell’uomo ordinario che, distratto dalle attività elementari, perde la visione e la percezione dei principi che governano l’Alta Efficacia. Massima considerazione invece a chi è possessore di un patrimonio di conoscenze / competenze superiori, costruito attraverso un’autonomia razionale e morale.

É una concezione che, riportata alla cultura d’impresa di oggi, stimola il Management al continuo impegno e allenamento intellettivo, per perseguire Competenze Interdisciplinari e realizzare:

Uno Vale Più di Diecimila se Altissima è la sua Eccellenza, manageriale, morale ed etica.

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Henry Fayol - ispiratore del Management moderno - ha dimostrato cento anni fa che il miglioramento della Direzione non si limita all’aumento della produttività o alla pianificazione delle attività operative.

Management infatti è un’Arte difficile che va esercitata contemperando differenti competenze e attitudini. Oltre ai cinque elementi principali indicati (“Dirigere è Programmare, Organizzare, Comunicare, Coordinare e Controllare”) si richiede Misura, quella che richiede l’impegno più gravoso. Come nel Management così nella vita.

Lo stesso Daniel Goleman visualizza la Misura, nei fatti, nella seconda competenza dell’intelligenza emotiva: “Il Dominio di Sé”.

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Forza e Volontà sono valori spesso associati perché determinanti al raggiungimento di un obiettivo; in un’accezione non letterale sono addirittura sinonimi sebbene l’una sia impulso e l’altra dinamica.

 

Ciò che rende Determinazione la Forza e Visione la Volontà è tuttavia la direzione verso cui sono "focalizzate".

Molte persone hanno inciso nella storia grazie alla loro Indomabile Volontà, poche quelle capaci di mantenere separata la Forza dalla Volontà evitando che la prima prevalesse sulla seconda, evitando il "lato oscuro" della forza.

Vale lo stesso nell’Impresa dove il Management - chiamato a coordinare attività e risorse verso gli obiettivi  - sappia focalizzare la forza/volontà senza perdere di vista la direzione/scopo.

 

Una Volontà Indomabile di Eccellenza - I.Kant - diviene tale quando il management sceglie di conformare la propria volontà "alla ragion pratica" di un codice organizzativo superiore all'impresa stessa.

La chiave per sviluppare/esercitare una Volontà Indomabile Organizzativa - educa D.Goleman in The Focused Leader - è la competenza emotiva dell'Attenzione ("dedicarsi a...") e quindi la capacità della Focalizzazione.

Focalizzazione la cui "Forza" è direttamente proporzionale al "Desiderio" del management d'impresa di colmare l' Oggetto piccolo (a) di Lacan (mancanza di desiderio) per sviluppare l'"Economia della Bellezza" e, quindi, l'impresa stessa.

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Cambiare i modelli strategici e farsi interpreti d’#InnovazioneOrganizzativa per coniugare efficienza produttiva, profitto d’impresa e benessere dell’individuo.
Da Adriano Olivetti un modello imprenditoriale ispirato da un continuo adattamento creativo all’uomo quale “persona”, dalla costante applicazione della Forza (anche spirituale) della Bellezza e da una stretta adesione alla tutela e sviluppo del territorio e delle sue dinamiche.
Riflessioni per accelerare l’Innovazione, “l’Altezza” del fare impresa e quindi l’#EconomiaDellaBellezza.

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